{"id":1878,"date":"2014-06-12T01:23:12","date_gmt":"2014-06-11T23:23:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mobast.org\/attivisti\/?p=1878"},"modified":"2015-01-17T01:16:52","modified_gmt":"2015-01-16T23:16:52","slug":"tariffaunica-no-lo-dice-leu-parliamo-allora-di-tariffaequa-e-mutualita-doppiaverita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/temp.darioarcari.it\/?p=1878","title":{"rendered":"#tariffaunica ? Impossibile dice la Corte di Giustizia Europea. Parliamo allora di #tariffaequa e #mutualita&#8217;. #doppiaverita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019associazione MOBAST!, nel valutare l\u2019operato delle compagnie assicuratrici, ha ben presente cosa siano e per quale motivo siano nate: sono INDUSTRIE del RISCHIO che, grazie al principio di MUTUALITA\u2019, ripartiscono il rischio contratto da ogni singolo cliente <em>spalmandolo<\/em> sul maggior numero di assicurati al fine di danneggiare il meno possibile la clientela tutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 bene premettere, prima di andare avanti, che la Corte di Giustizia Europea si \u00e8 pronunciata in merito alle differenze tariffarie su base geografica con la sentenza relativa alla <a href=\"http:\/\/goo.gl\/S8osQZ\">Causa C-518\/06<\/a>\u00a0indicando, al paragrafo 91, testualmente: <strong><em>\u201cIn particolare, \u00e8 pacifico che l\u2019obbligo di contrarre non impedisca alle imprese di assicurazioni di calcolare una tariffa pi\u00f9 elevata per un contraente residente in una zona caratterizzata da un numero rilevante di sinistri rispetto ad un contraente residente in una zona a rischio meno elevato.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 da precisare che il richiamato testo parla in prima analisi di numero (rilevante) di sinistri per poi parlare di <em>rischio<\/em>, in modo generalizzato. Il rischio \u00e8 un concetto fin troppo astratto per poterlo definire in modo certo ma, dal punto di vista assicurativo, il rischio \u00e8 da sempre definito dalla somma di due fattori: numero di sinistri in un determinato lasso di tempo (<strong>frequenza<\/strong>) e costo totale dei sinistri diviso il numero degli stessi (<strong>costo medio<\/strong>). Tutto ci\u00f2 che esula da questi due parametri nel calcolo del rischio sono fattori aggiuntivi (detti \u201ccaricamenti\u201d) a volte inseriti per motivi \u201ccommerciali\u201d altre per motivi \u201cstrategici\u201d. Tale nostra spiegazione trova addirittura pieno riscontro con quanto dichiarato da Vittorio Verdone <a href=\"http:\/\/goo.gl\/BNcW3z\">in una intervista al settimanale Golem<\/a> quando riferendosi alle differenze tariffarie in ambito provinciale dice: \u201c<strong>[&#8230;] <\/strong><em><strong>Non 95 tariffe, tuttavia, ma differenze connesse con il premio \u201cpuro\u201d, vale a dire il costo medio dei sinistri per la frequenza sinistri delle varie zone. [&#8230;]<\/strong>\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto e\u2019 altrettanto utile precisare che il richiamato concetto di MUTUALIT\u00c0 \u00e8 sempre stato utilizzato dalle stesse compagnie per contestare le iniziative che avevano per oggetto la proposta di tariffe uniformi da applicare sul territorio nazionale, come per esempio nel caso dell\u2019iniziativa ultima del Comune di Napoli che ha proposto la tariffa unica nazionale per i virtuosi. E\u2019 emblematico quanto <a href=\"http:\/\/goo.gl\/8zOin8\">dichiarato dall\u2019ANIA<\/a>: <em>\u201cLa proposta [\u2026] e\u2019 anche tecnicamente insostenibile: stabilire infatti a favore degli assicurati che non hanno causato sinistri negli ultimi cinque anni un prezzo unico per tutto il territorio e parametrato al livello di tariffa pi\u00f9 basso farebbe saltare il meccanismo mutualistico su cui si fonda l\u2019assicurazione. Infatti gli assicurati che avessero causato anche un solo sinistro nei cinque anni sarebbero costretti a pagare premi insostenibili, vicini al costo del danno provocato. Per evitare questa assurda conseguenza, le compagnie per coprire il disavanzo che si realizzerebbe a causa della soluzione proposta sarebbero costrette a stabilire una tariffa unica pi\u00f9 elevata colpendo con aumenti ingiusti e rilevanti le comunit\u00e0 di automobilisti pi\u00f9 virtuose\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi, anche secondo l\u2019ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative), la ripartizione del rischio \u00e9 essenziale per affermare il concetto di MUTUALIT\u00c0 affinch\u00e9 si possa tutelare chi si rende responsabile di un sinistro evitandogli di pagare un premio dai costi insostenibili (come se quelli pagati dagli assicurati Campani, in particolare Napoletani e Casertani, non lo fossero gia! ).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogo concetto viene espresso dal Dott. Nava, responsabile Direttorato Finanziario H della Direzione Generale Mercato Interno UE. Questi, nella <a href=\"http:\/\/goo.gl\/r85zZu\">audizione del 12\/07\/2012<\/a>\u00a0dichiarava che <strong>la differenziazione tariffaria su base geografica deve essere giustificata da una chiara differenza statistica sui sinistri legati alle varie zone<\/strong>, acclarando che laddove ci siano tariffe pi\u00f9 elevate queste devono essere conseguenza di una maggiore sinistrosit\u00e0 rilevata in quegli stessi territori. Riportiamo pedissequamente il testo della risposta del dott. Nava, dal minuto 22:45: <em>[&#8230;] Quello che \u00e8 anormale &#8211; ed \u00e8 questo il punto su cui insistono e credo questo un punto su cui si possa lavorare &#8211; \u00e8 che questa differente sinistrosit\u00e0 non sia dimostrata n\u00e8 nella sua esistenza e neanche che la differenziazione [&#8230;]. Perch\u00e8 se la sinistrosit\u00e0 \u00e8 doppia [&#8230;] allora la premialit\u00e0 potrebbe essere doppia. Questo secondo me il punto su cui lavorare. [&#8230;]\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi la Commissione Mercato Interno mette in evidenza che la differenziazione tariffaria geografica ha un senso quando si valuta il rischio\u00a0 \u201cpuro\u201d ( frequenza e costo medio sinistri ) <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, come evidenziato nell\u2019<a href=\"http:\/\/goo.gl\/fegYwn\">IC42 dell\u2019AGCM <\/a>(Antitrust, pagg 101-106), <strong>due citt\u00e0 simili quanto a urbanizzazione e densit\u00e0 abitativa, come Napoli e Milano, presentano dati relativi a <em>frequenza<\/em> e <em>costo medio<\/em> sostanzialmente uguali<\/strong> mentre le differenze tariffarie tra le due citt\u00e0 sono notevolmente diverse a sfavore di Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa ANTITRUST per darsi una spiegazione di cio\u2019 &#8211; <strong>e NON PER GIUSTIFICARE quanto sopra<\/strong> come erroneamente afferma il Commissario Almunja nella lettera di <a href=\"http:\/\/goo.gl\/tCAybJ\">risposta alla Commissione Petizioni<\/a>\u00a0smentendo il Dott. Nava &#8211; chiama in causa variabili aggiuntive (paragrafi 214-215) tra cui\u00a0 <em>\u201cla numerosit\u00e0 e la tipologia dei gruppi assicurativi che operano in ciascuna provincia e la dimensione della provincia stessa\u201d <\/em>(definiti poi come<em> concorrenti attivi<\/em>) ovvero gli assicurati, spiegando che le compagnie applicano tariffe diverse tra Napoli e Milano poich\u00e8 <em>spalmano<\/em> il rischio territoriale sul numero di assicurati presenti nei rispettivi territori., <strong>compartimentando gli stessi<\/strong> e applicando di fatto un <strong>FEDERALISMO ASSICURATIVO<\/strong> che \u00e8 in antitesi con il concetto di MUTUALITA\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A proposito di ci\u00f2 \u00e8 bene ricordare che le compagnie assicurative operano in base ad una autorizzazione rilasciata su base NAZIONALE, per cui il concetto di MUTUALIT\u00c0 deve essere applicato indifferentemente su tutto il territorio nazionale, cosa che di fatto le compagnie non fanno malgrado lo richiamino affinch\u00e9 non venga alterato lo <em>status quo<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione il concetto di MUTUALITA\u2019 &#8211; pur essendo strumentalizzato dalle compagnie assicurative quando sposa tesi pro domo loro &#8211; di fatto viene totalmente disatteso dalle stesse e del resto tale materia non dovrebbe essere da loro applicata discrezionalmente ma demandata al controllo dello stato (o delle authority competenti) nell\u2019ambito dell\u2019applicazione di una Legge\u00a0 tra l\u2019altro obbligatoria per i cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La MUTUALIT\u00c0 nasce per proteggere TUTTI gli assicurati, non per avvantaggiare solo quelli residenti nella parte economicamente pi\u00f9 ricca e maggiormente propensa a stipulare polizze aggiuntive su rami pi\u00f9 remunerativi e meno rischiosi per le compagnie assicuratrici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rincarare la dose, relativamente alla scorrettezza delle compagnie nell\u2019operare secondo criteri da utilizzare a seconda dei loro interessi, vanno fatti notare alcuni fenomeni\u00a0 che inducono a sospettare ( noi ne siamo pi\u00f9 che convinti ) una vera e propria strategia da parte delle imprese assicuratrici nel voler penalizzare i territori meno ricettivi rispetto alle forme piu\u2019 remunerative di copertura assicurativa:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>la desertificazione attuata dalle Imprese Assicuratrici delle strutture facenti capo alle stesse quali Agenzie, Uffici Sinistri\/Centri Liquidazione e uffici Dirigenti nei suddetti territori. A tal proposito si segnala come talune compagnie non abbiano addirittura alcuna agenzia al di sotto del Garigliano, aspetto che rende evidente il disinteresse da parte delle imprese al contrasto dei fenomeni fraudolenti laddove, millantandola, ne denunciano la maggiore quantit\u00e0;<\/li>\n<li>l\u2019aumento decennale del divario tariffario tra Centro\/Nord e Sud con il quale le imprese assicuratici hanno alimentato una vera e propria \u201cemigrazione assicurativa\u201d ovvero l\u2019intestazione di veicoli ( moto e auto ) a parenti e amici residenti al Centro Nord al fine di pagare tariffe pi\u00f9 basse;<\/li>\n<li>la maggiore incidenza dell\u2019evasione assicurativa, ovvero il preoccupante fenomeno &#8211; per le gravi conseguenze di rischio sociale &#8211; derivante dalla circolazione di veicoli senza la RCA obbligatoria ex lege;<\/li>\n<li>il fenomeno della autoliquidazione dei micro sinistri &#8211; per non vedersi aumentato a dismisura il premio l\u2019anno successivo &#8211; ovvero la definizione diretta del danno tra due automobilisti senza il ricorso alla copertura assicurativa la qual cosa si trasforma in una franchigia non contrattualizzata, a tutto vantaggio dei bilanci delle compagnie assicuratrici.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco i motivi per cui noi di MO BAST! denunciamo la #doppiaverita, dopo aver abbandonato l\u2019idea di #tariffaunica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019associazione MOBAST!, nel valutare l\u2019operato delle compagnie assicuratrici, ha ben presente cosa siano e per quale motivo siano nate: sono INDUSTRIE del RISCHIO che, grazie al principio di MUTUALITA\u2019, ripartiscono il rischio contratto da ogni singolo cliente spalmandolo sul maggior <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/temp.darioarcari.it\/?p=1878\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">  #tariffaunica ? 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